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Anche se il termine Avatar è di antica derivazione, gli Avatar in rete hanno fatto la loro comparsa solo negli ultimi 10 anni, principalmente attraverso i giochi, le chat ed i forum, dove la possibilità di personalizzare il proprio Avatar o un’icona rappresentante se stessi ha iniziato a stuzzicare l’attenzione degli utenti. Gli Avatar in rete fino all’avvento dei mondi virtuali online, erano principalmente realizzati dalle foto o con applicazioni Flash™ e Java™. L’Avatar trova invece il suo naturale ambiente in un mondo virtuale 3D, dove anch’esso può esprimersi graficamente in 3D ed assumere le più svariate sembianze, esattamente come il significato della parola Avatar stessa, vuole indicare: una sorta di corpo temporaneo utilizzato dagli Dei, per svolgere compiti e funzioni terrene, che non potevano svolgere dalla loro dimensione.

E’ evidente che sia l’Avatar il reale fulcro di ogni mondo virtuale. In diversi ambienti e piattaforme web e per i mondi virtuali, esso può assumere infinite caratteristiche ed aspetti nelle sue sembianze, qualità grafica e fantasia. Ciò che in realtà è più importante è quello che avviene a livello di identità digitale, dietro quello che può semplicemente sembrare un cartoon di noi stessi, ovvero il nostro Avatar. Ritengo che l’Avatar rappresenterà sempre più in futuro l’interfaccia di collegamento con la nostra ID digitale, ovvero la nostra presenza in rete, le nostre credenziali informatiche, l’insieme di codice che permette la nostra identificazione da parte di applicazioni in rete e dagli altri utenti. Il nostro Avatar sarà il punto di passaggio, attraverso il quali compiremo ogni nostra azione nel mondo digitale. Il nostro Avatar sarà la nostra interfaccia di input, la nostra tastiera, il nostro mouse. L’Avatar ci permetterà di accedere a diversi ambienti virtuali dove svolgeremo diverse funzioni, dalle più comuni del lavoro quotidiano, ad una parte della nostra vita sociale e relazioni con gli altri.

Uno degli argomenti maggiormente discussi nel settore dei mondi virtuali è l’ Unique digital ID e standard per gli Avatar, in maniera che questi possano interagire con diversi mondi virtuali e passare facilmente da un piattaforma ad un’ altra. Un’interfaccia Avatar standardizzata o quanto meno in grado di essere emulativa, consentirebbe a utenti provenienti da diversi mondi di interagire con altri, potendosi loggare con le stesse credenziali e utilizzare il proprio inventario, ovvero il bagaglio di oggetti e funzioni contenuti nel codice del nostro Avatar. I principali sforzi in questa direzione in termini di ricerca e sviluppo, sono quelli svolti dalle Società americane Linden Lab™, IBM™ e dal mondo virtuale Cinese HippiHi™. Il primo esperimento di teletrasporto di un Avatar da un mondo virtuale ad un altro è stato compiuto con successo da Linden Lab™ nel 2008. Nell’esperimento si è tele portato un Avatar standard di Second Life™ ad un’ isola virtuale in un ambiente che risiedeva in un altro server e basato sulla piattaforma Open Sim.

 
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